Una città normalmente è composta da tante strade. Atrani invece è fatta da un’unica strada
Quando guardi l’orizzonte scopri che non è il mare il suo vero confine, ma il cielo, che in fondo ha il suo stesso colore
Atrani sfida così il cielo e ci costruisce sopra le sue strade, che nascono tutte da quell’unica strada madre. Una strada sola che accartocciandosi da vite a tante altre stradine, diventando più potente della potenza che si credeva avesse il primo telecomando inventato nella storia dell’umanità.
Sul secondo canale della tv, alle spalle della strada, c’è un cortile sommerso da palazzine dai colori lievi
Sul primo canale invece un mare senza spiaggia, quindi libero da bagnanti, secchielli e umanità
L’unico segno dell’uomo è una ringhiera, rigida quanto lo schermo del televisore, ma trasparente e permeabile dalla brezza marina che scappa via dal tubo catodico e ti arriva addosso (forse però la spiaggia c’è, ma dalla strada non si vede).
Il primo canale può diventare il secondo, dipende dal modello di tv, che però, essendo in questo caso il più antico dei modelli, ha solo due canali. Mentre fai zapping lì dall’alto della strada, scopri però una vecchina che guarda il tuo stesso cortiletto, affacciata da una minuscola finestrella
I personaggi si guardano tra loro e la storia va avanti da sé. Le campane risuonano in entrambi i canali
Atrani è più di un paesaggio. Il comune più piccolo d’Italia non riesce a contare tutte le sue dimensioni
Articolo tratto da: “I Torzeons: blog di condivisione di esperienze di viaggio”.
Per saperne di più: http://www.torzeons.com/
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